Milano, (askanews) - Gamberi rossi con burrata, albicocche e menta, risotto allalattuga con crudo di pesce, petto di piccione con le more. Dalle liste della spesa di Leonardo ricette contemporanee firmate dallo chef Enrico Panero per dimostrare che il genio toscano non era vegetariano. Per la verità, di certo si sa solo che Leonardo acquistava carne e pesce, ma non c'è prova che li consumasse. Ma tanto è bastato per scrivere un libro, "Leonardo non era vegetariano" appunto (edito da Maschietto), che unisce l'arte e la storia alla cultura del cibo. Alessandro Vezzosi, critico d'arte e tra gli autori del libro:"Qui ci sono tutti quegli indizi che sembrano prove ma che comportano una interpretazione. Leonardo acquistava la carne, studiava ingegni per il girarrosto e l'effetto del fuoco sulla carne. Elementi che lasciano pensare - spiega il professor Vezzosi - ma che non ci confermano che Leonardo mangiasse tuttoquello che comprava".Accanto ad approfondimenti sui gusti e sulla tavola di Leonardo il libro propone quindici nuove ricette di Panero, già chef del ristorante Da Vinci di Eataly Firenze che contengono alternativamente carne o pesce. Ma come era nata la fama di unLeonardo vegetariano? "Nel 1516 arriva in Italia la missiva di un amico di Leonardo il quale - spiega Vezzosi - racconta di popolazioni indiane che come il nostro Leonardo non fanno male agli animali e non si nutrono di cose animate".Leonardo non mangiasse la carne.Il dubbio che il professor Vezzosi, vegetariano convinto con qualche deroga per il pesce, insinua è: "E se fosse solo un animalista?". Per ora c'è un libro che ci dice quello che il genio dell'Ultima cena non era: un vegetariano.