Roma (askanews) - La Corte costituzionale sferra un nuovo colpo alla Legge 40 sulla procreazione assistita. Con una sentenza appena depositata i giudici della Consulta hanno stabilito legittimo selezionare gli embrioni da impiantare nell utero di una donna, nei casi in cui ci sia il rischio di impiantare embrioni affetti da gravi malattie trasmissibili, cioè quelle previste dalla legge 194 sull'aborto.La questione di costituzionalità era stata sollevata dal Tribunale di Napoli nell ambito di un procedimento penale contro un gruppo di medici, rinviati a giudizio con l accusa di produrre embrioni umani con fini diversi da quelli previsti dalla legge 40, effettuando una selezione eugenetica e la soppressione di embrioni affetti da patologie.E' l'ennesimo pezzo della legge demolito in dieci anni di sentenze della Consulta: gli ultimi in ordine di tempo erano stati il divieto di ricorrere alla procreazione assistita per le coppie con malattie genetiche, e il divieto alla fecondazione eterologa. Resta però vietata e sanzionabile penalmente, come previsto dalla legge 40, la soppressione degli embrioni malati. Sani o malati, utilizzati o meno, per la Consulta si dovrà continuare a crioconservarli.