Peshawar, (TMNews) - Rimorso reale o strategia mediatica. Un comandante dei talebani ha scritto a Malala per scusarsi dell'attacco in cui la giovane attivista pachistana è rimasta ferita alla testa.Nella lettera, Adnan Rashid, un esponente di spicco dei talebani pachistani che aveva rivendicato l'aggressione, si dice dispiaciuto: "Vorrei che non fosse mai accaduto", ammette nella lettera "scritta a titolo personale".Ma il comandante talebano non è certo tenero con Malala: "I talebani non ti hanno attaccato perché andavi a scuola e volevi studiare... I talebani credono invece che tu scrivessi deliberatamente contro di loro e cercassi di vanificare i loro sforzi per fondare un sistema islamico a Swat", aggiunge Rashid, scappato di prigione nell'aprile 2012."I talebani, continua la missiva di tre pagine, "non hanno nulla contro l'educazione", ma odiano quella "satanica occidentale imposta dagli inglesi" che sono "schiavi degli ebrei".La lettera si conclude con il consiglio di "rientrare a casa, sposare la cultura islamica e il pashtoun, entrare a far parte di una scuola coranica per donne, studiare e riflettere sui libri di Allah...". I talebani invitano dunque la piccola Malala a usare la sua penna per l'Islam, ma le lacrime di coccodrillo probabilmente non la convinceranno. "Non sarò ridotta al silenzio dai talebani", aveva affermato Malala con orgoglio pochi giorni fa intervenendo al Palazzo di Vetro. E adesso la parola torna ancora a lei.(immagini AFP))