Roma, (askanews) - Chiedono giustizia, verità, comprensione. Sono le vittime di abusi sessuali, subiti quando erano bambini, da parte di sacerdoti della chiesa australiana, negli anni '70 e '80. Hanno realizzato una raccolta fondi per pagarsi il viaggio, da Melbourne a Roma, per assistere alle udienze che il cardinale George Pell, accusato di aver insabbiato i numerosi casi di pedofilia, sta tenendo in video-conferenza con la "Commissione sulle risposte istituzionali agli abusi sessuali sui minori". E chiedono con forza un incontro con Papa Francesco.Anthony Foster è padre di due bambine. E' una delle 15 vittime giunte a Roma. "Abbiamo sentito le storie delle vittime e quanto è successo alla Commissione australiana. Quelle storie sono state confermate con solide prove. Abbiamo seguito le udienze del cardinale Pell e abbiamo la conferma che Pell ha coperto tutto, anche se lui nega"."Vogliamo giustizia e ci battiamo per coloro che sono rimasti. Abbiamo fallito con i nostri figli - dice Anthony Foster - ma oro loro possono utilizzare la nostra esperienza e la forza che abbiamo per cercare di ottenere giustizia e aiuto per altre persone"."Non credo che i bambini siano al sicuro nella chiesa australiana - denuncia - in alcuni posti sì, meglio che in altri, e probabilmente non così male come un tempo, ma non possiamo dire che tutti i bambini siano al sicuro".Stephen Woods è un'altra vittima: Sono stato abusato da tre sacerdoti, io e i miei due fratelli. Non sono sicuro quanto il cardinale Pell fosse coinvolto, ma sappiamo che lui era li, aveva accesso alle informazioni, era molto vicino alle scuole e alle chiese che frequentava la mia famiglia. Era lì, doveva sapere, e doveva fare domande e indagare"."Soffro di depressione cronica e uno dei mie fratelli è morto, la sua vita è stata stravolta dopo che è stato violentato da padre Gerard Ridsdale, è uscito fuori di testa. L'altro mio fratello, anche lui molestato e picchiato, ha trascorso la sua vita dentro e fuori in carcere".