Milano (TMNews) - La scuola italiana cade a pezzi. Non è un metafora bensì quanto emerge dal rapporto di Legambiente "Ecosistema scuola 2013" sullo stato degli edifici scolastici italiani.Sotto la lente d'ingrandimento sono finiti 5.301 complessi che ospitano le scuole delle città capoluogo italiane e il quadro che ne è uscito è a diro poco sconfortante.Addirittura il 40% degli edifici scolastici italiani è privo del certificato di agibilità, mentre il 37,6% necessita di manutenzione. Il 60%, invece, è stato costruito prima del 1974. La panoramica negativa è completata dal 38,4% che si trova in aree a elevato rischio sismico e dal 60% che non ha il certificato di prevenzione incendi.La crisi, inoltre, sta influendo anche sugli interventi manutentivi. Nel 2012 l'investimento per ciascun edificio scolastico è stato in media di 30mila euro contro i 43mila del 2011.Forte, infine, disparità tra Nord e Sud. Nella top ten dei comuni virtuosi per lo stato delle rispettive scuole solo quelli settentrionali: prima su tutte Trento, seguita sul podio da Prato e Piacenza. Prima delle città del Sud, Lecce al 27esimo posto della classifica generale. Roma non pervenuta per la mancanza di dati.Da segnalare invece il rientro in gradutoria dell'Aquila, al 23esimo posto, per la prima volta dopo il terremoto del 2009.Un dato incoraggiante però è la crescita nell'utilizzo dell'efficienza energetica. Dal 2008 al 2013 le scuole che utilizzano fonti rinnovabili sono passate dal 6,3% al 13,5%.