Milano, (askanews) - Protagoniste della mitologia e della storia dell'arte, le piante si possono raccontare alla luce di come venivano viste nell'antichità ma anche di quel rapporto tra arte e scienza che è la simbologia vegetale. Lo fanno l'antichista Eva Cantarella e la storica dell'arte Lucia Tomasi Tongiorgi in un incontro nella sala Napoleonica del Palazzo di Brera, a Milano, dal titolo "Le piante nel mito e nell'arte. Due tradizioni a confronto". L'evento è nel calendario della rassegna "A seminar la buona pianta" organizzata da Aboca. Attraverso alcuni miti classici Eva Cantarella racconta come il rapporto tra uomo e natura sia cambiato nel tempo. "Nel mondo greco c'erano i centauri, mezzi uomini e mezzi cavalli, e le sirene mezzo donna e mezzo uccello, ma questo significa che il rapporto dell'essere umano con gli altri appartenenti alla natura era diverso, più libero e ampio".Tra i miti più conosciuti c'è quello di Apollo e Dafne, ma anche quello sull'ulivo, che farà vincere ad Atena la sfida con Poseidone per la protezione dell'Attica. "Poseidone batte il piede a terra a fa nascere un cavallo meraviglioso, Atena fa nascere l'ulivo e vince perchè è la pianta più importante di Atene".Dal mito all'arte. Lucia Tomasi Tongiorgi prende spunto da alcuni quadri, contenuti anche a Brera, da Arcimboldo a Francesco Hayez, per raccontare la simbologia legata a fiori e piante: "Era una simbologia erotica amorosa, i fiori rappresentavano vari sentimenti. Il tulipano ad esempio ha una storia economica e simbologica antichissima significava nel linguaggio ottocentesco una dichiarazione d'amore".Una tradizione che si è persa con il tempo ma che alcuni artisti contemporanei, soprattutto donne, rinnovano nelle loro opere.