Malè (TMNews) - Le Maldive, meravigliosa e fragile miriade di atolli nell'oceano indiano, sono entrate nell'immaginario collettivo come luogo di turismo esclusivo. Ma da alcuni anni, per iniziativa del primo governo eletto democraticamente, è stato permesso ai maldiviani di aprire delle guesthouse, e così sono arrivati i primi turisti fai da te, con zaino in spalla. "Credo che la cosa più importante - spiega un viaggiatore olandese - sia stare a contatto con la gente del posto. In tre notti a Malè mi sono fatto diversi amici, credo che questa sia un'ottima cosa".L'apertura però non è stata indolore: per decenni infatti le autorità musulmane avevano sostanzialmente proibito che i maldiviani venissero a contatto con la cultura occidentale rappresentata dai turisti, a quel punto in qualche modo confinati nei lussuosissimi resort."Io non credo - dice invece un giovane che ha aperto una guesthouse - che tenere separati i maldiviani dai turisti serva a difendere la nostra cultura. Sono cose che vediamo tutti i giorni in televisione o viaggiando. Credo sia solo una scusa dei politici e degli uomini d'affari per controllare la nostra economia".E così le Maldive mostrano una faccia diversa, non solo il paradiso per le coppie in Luna di miele, ma anche un'esperienza di turismo più completa e, probabilmente, vera. A beneficio dei viaggiatori ma anche della popolazione locale.(Immagini Afp)