Mumbai (TMNews) - Le cipolle sono un ingrediente fondamentale e insostituibile per la cucina indiana, tradizionalmente semplice e speziata, ma il loro prezzo è motivo da mesi di forte tensione, con ripercussioni anche sulla politica. Nella scorsa estate già si ipotizzavano possibili rivolte popolari contro il governo di Manmohan Singh, dato che le cipolle hanno un peso preponderante nel paniere dei prezzi indiano, molto superiore, per fare un esempio, a quello della telefonia mobile, che pure nel Subcontinente è in clamorosa espansione.Con l'inizio del 2013 le cose sono andate ancora peggio, e nell'arco di due mesi i prezzi delle cipolle sono ancora raddoppiati, e la situazione si fa sempre più difficile. Soprattutto perché a fare le spese di questa impennata del costo di un ingrediente così popolare sono proprio i più poveri, già provati dalla frenata della locmotiva indiana degli ultimi anni. E la rabbia dei consumatori di cipolla già in passato aveva determinato cambiamenti politici rilevanti, tanto che nel 1980 Indira Gandhi aveva cavalcato la protesta per l'aumento dei prezzi per ritornare al potere.Insomma, che le cipolle facciano piangere è risaputo, ms questa volta le lacrime di rabbia potrebbero diventare addirittura un fiume in piena capace, se non proprio di travolgere, almeno di scuotere profondamente il sistema politico indiano.