Mali, (TMNews) - Sole, pezzi di biciclette rottamate e utensili da cucina riciclati. Questa la ricetta per caricare l'energia del sole e dare luce alle popolazioni bambara, l'etnia principale del Mali. Le "foroba yelen", luci collettive nel dialetto locale, sono lampade mobili che forniscono luce a diversi villaggi rurali del Mali dove il 90% della popolazione non ha accesso all'energia elettrica.In questa iniziativa c'è il marchio del genio del Belpaese. Le lampade sono state progettate da un architetto italiano, Matteo Ferroni, che è riuscito nell'impresa di utilizzare materiali che possono essere reperiti facilmente a livello locale e lavorati grazie alle capacità produttive dei maliani."Prima di mettermi a fare le 'foroba yelen' producevo pentole di alluminio. Poi è venuto Matteo con un prototipo in ferro e mi ha chiesto se ero in grado di replicarlo in alluminio. Gli dissi subito di sì".Il costo del noleggio è di 40 centesimi al giorno. Un prezzo abbordabile per molte donne del Mali che lavorano di notte per portare qualche soldo extra a casa. "Prima che arrivassero queste lampade facevamo vasellame alla luce dell luna e con piccolo torce sulla testa, come quelle dei cacciatori. Adesso che ci sono queste lampade, ho deciso di affitarne una per poter lavorare meglio".Ma le "foroba yelen" servono per molti altri scopi, dai parti alle cerimonie religiose alle lezioni scolastiche."Prima potevamo fare lezione con piccole lampade che non facevamo molta luce. Non erano adatte, sforzavano la vista dei bambini e contribuivano a farli distrarre".Diverse organizzazioni umanitarie stanno finanziando l'impresa. Con 500 euro è possibile acquistare 4 lampade e un pannello solare da 50 Watt.(Immagini Afp)