Pechino, (TMNews) - Greenpeace sfida Pechino e per la prima volta ha accusato apertamente uno dei principali produttori di carbone della Cina di aver provocato un "drastico abbassamento" delle falde acquifere nei pressi dell'impianto presente nella Mongolia Interna. L'organizzazione ambientalista ha evidenziato il sito gestito dal colosso statale Shenhua Group sia diretto responsabile della grave situazione di siccità nella zona."Abbiamo scoperto che Shenhua Group ha prelevato una grande quantità di acqua, come conseguenza i laghi si sono ritirati e i pozzi seccati. Tra il 2004 e il 2011, c'è stata una riduzione del 62% della superficie del lago Subeinaoer, mentre gli abitanti locali hanno denunciato di dover scavare pozzi ad almeno 100 metri di profondità per trovare acqua. Le dune di sabbia si stanno espandendo soffocando la vegetazione" denuncia una attivista."Non sappiamo se il nostro appello sarà ascoltato, ma questo resta un esempio classico dell'espansione incontrollata di industrie dipendenti dal carbone che è in crescente contrasto con le risorse idriche della Cina".Pechino dipende ancora molto dal carbone per sostenere il suo sviluppo economico, ma si trova oggi anche a dover far fronte alla crescente pressione popolare per rimediare ai danni ambientali.(immagini AFP)