Roma, (askanews) - "Ci sembra importante ricordare alla sindaca Virginia Raggi che Il progetto della Casa internazionale delle donne non ha bisogno di essere ridisegnato: è già un '"centro nevralgico della citta'. Le nuove progettualità eventuali della casa le determinano solo le donne che la vivono e il movimento femminista romano. Se ci chiede "cosa manca" rispondiamo: il riconoscimento dell' autonomia e dell' autodeterminazione dei luoghi femministi! #lacasasiamotutte": così il movimento 'Non una di meno' sulla sua pagina Facebook.

Lunedì 21 maggio migliaia di donne hanno invaso piazza del Campidoglio, mentre era in corso nell'assessorato Roma Semplice l'incontro tra il comitato di gestione della Casa Internazionale delle donne e la Giunta Raggi, per discute del futuro dell'attuale consorzio che amministra la struttura, cui l'amministrazione pentastellata ha dato lo sfratto per morosità.

I soldi richiesti dall'amministrazione sono ingenti: 800mila euro a prezzo di mercato corrente, pur con un abbattimento del 90% del canone previsto, come ha ricordato la sindaca su Fb per rispondere alle proteste che la inseguono in città, dalla Race for the cure agli Internazionali di tennis, e che l'hanno raggiunta in Comune.

Un debito accumulato in 10 anni che Raggi vuole riscuotere in 10 giorni, sotto la spinta della relazione negativa "rispetto al modello di business applicato", compilata dalla presidente M5S della Commissione capitolina Pari Opportunità: quella Gemma Guerrini che ha definito "feticismo" il cinema in piazza a San Cosimato, ottenendo l'allontanamento dalla storica location dell'arena promossa dai Ragazzi del Cinema America che l'avevano animato nelle scorse estati strappandola all'abbandono.