Roma, (askanews) - Decine di parlamentari conservatori e un ministro hanno visitato il controverso santuario nazionalista di Yasukuni a Tokyo, dove sono venerati i caduti dell'Armata imperiale, compresi 14 criminali di guerra condannati. E, come ogni anno, la visita rituale irrita i paesi vicini, a partire da Cina e Corea del Sud.Sono 73 i parlamentari che sono andati al santuario per celebrare il festival d'autunno, una folta delegazione che rischia di avvelenare gli imminenti colloqui trilaterali Giappone-Cina-Corea del sud."E' del tutto normale che i ministri si ritrovino qui. Sono sicuro che il primo ministro Shinzo Abe farebbe altrettanto, ma è costretto ad astenersi per via della Cina e della Corea", spiega questo signore.Abe, che in passato ha fatto visita al controverso santuario, quest'anno appunto, in vista di un vertice trilaterale in programma a novembre con Cina e Corea del Sud, non sarà presente. Oltre ai grandi nomi della politica, a visitare il santuario, sono soprattutto persone "normali":"Mio padre è morto in combattimento a Iwo Jima 70 anni fa, vengo qui oggi a pregare per lui", racconta Yukiko, figlia di un militare morto in combattimento. "Credo che sia una buona cosa che i politici vengano qui. Sono sicura che vengono con lo stesso mio spirito, che è quello di riconoscenza", conclude questa signora.(immagini Afp)