Thinphu (TMNews) - Telefoni cellulari fra i monaci buddisti del Bhoutan. Fino a una decina d'anni fa una scena del genere sarebbe stata giudicata pura fantascienza in un contesto tecnologicamente poco avanzato e soprattutto di persone dedite alla vita ascetica, priva di contaminazioni secolari.E invece,il paese pian piano si è aperto a le tecnologie moderne e oggi si assiste a un vero e proprio boom. Suraj, 18 anni, non può vivere senza internet. "Ora possiamo fare nuove amicizie nei paesi stranieri e comunicare con loro - spiega - ho dei cugini in nepal, senza internet e facebook è molto difficile riuscire a parlare con loro". Il Paese, dal 2005, procede nel suo cammino verso la democrazia anche se il re rimane largamante la figura più rispettata e venerata in assoluto. Ancora oggi, però, affinché una nuova tecnologia venga introdotta in Bhoutan, deve ottenere il via libera delle autorità che giudicano il grado di compatibilità con la "felicità interiore" del popolo. Un cellulare, però, non fa male a nessuno."Se c'è un boom evidentemente è perché la tecnologia non è nociva - spiega il primo ministro Tshering Tobgay - è una buona cosa e può contribuire alla crescita e alla prosperità del Bhoutan". Al momento nel Paese tre quarti della popolazione ha un telefono cellulare e ci sono 80mila utenti di Facebook, il che dà subito un'idea di quanto telefonini e web siano diventati popolari in pochi anni. Uno strumento sociale, che ha preso piede anche tra i giornalisti locali per sostenere le proprie convinzioni politiche e, influenzare, in qualche modo, le scelte del governo.(immagini Afp)