Parigi (askanews) - "Un giorno mentre loro dormivano profondamente dopo aver combattuto al fronte, con altre cinque ragazze, siamo scappate dalla finestra. Abbiamo rubato un cellulare e così siamo entrati in contatto con i combattenti yazidi": A parlare è Jinan, diciotto anni, ex schiava dell'Isis. La sua storia è raccontata in un libro in uscita nelle librerie francesi venerdì, si intitola "Esclave de Daech" e racconta le violenze fisiche e psicologiche subite da tante ragazze come lei vendute al mercato delle schiave nella zona irachena controllata dal Califfato."Abbiamo passato tre mesi nell'abitazione di chi ci aveva comprato al mercato - ricorda - E' stata molto dura, ci torturavano, volevano convertirci, ci imponevano di pregare e leggere il Corano. Chi si rifiutava veniva picchiata, incatenata al sole, con l'obbligo di bere acqua inquinata da topi morti", spiega Jinan."Queste persone - continua Jinan - non sono esseri umani. Sono sempre drogati e cercano ovunque vendetta", spiega la ragazza da Parigi dove ha presentato il suo libro. Jinan ricorda che una schiava è stata venduta in cambio di una pistola Beretta, un'altra per poche centinaia di dollari. Tutte le schiave sono torturate, ma nessuno viene uccisa."Non ti vogliono uccidere, ma tenerti in questo stato di prigionia. E' difficile scappare, quando ti trovano riprendono a torturarti. Non ti uccidono ma è peggio che morire", conclude Jinan, che dopo la fuga è riuscita a ritrovare suo marito. Oggi vivono in un campo profughi nel Kurdistan iracheno.(immagini Afp)