Roma, (askanews) - Alen Muhic è un ragazzo bosniaco abbandonato da sua madre,musulmana, violentata da un soldato serbo durante la guerra in Bosnia. Quando aveva dieci anni ha scoperto di essere stato adottato dalla sua famiglia musulmana. E dopo un percorso difficile di gestione del dolore, ha deciso di andare alla ricerca dei suoi genitori biologici.La sua toccante storia è il soggetto di un film-documentario, "An Invisible Child's Trap", che vuole far luce sui "figli invisibili" delle guerre. Il regista Semsuding Gegic lo ha seguito nella ricerca dei genitori per raccontare uno dei tanti bambini nati dalle violenze di quel terribile conflitto che insaguinò la ex Jugoslavia nei primi anni Novanta."Mia madre è stata violentata a Foca nel 1992, poi è stata espulsa a Gorazde e ha partorito il 20 febbraio 1993. Dieci giorni dopo era sulla via di Sarajevo"."Ho dovuto semplicemente apprendere la verità, scoprire chi sono, perché mi ha abbandonato e perché mio padre ha fatto quel che ha fatto. Perché il suo gesto è un crimine di guerra".Non è stato facile per Alen capire e accettare:"Capisco cosa deve aver provato mia madre. C'era la guerra, ha subito un trauma, un grande choc. Ma per quanto riguarda Radmilo... è il mio padre biologico ma il suo gesto non ha alcuna spiegazione, non c'è assoluzione possibile".