Mumbai, (TMNews) - Vàsudev Munde è arrivato a Mumbai quattro mesi fa. Da allora tutte le sue giornate cominciano con una lunga attesa all'angolo di questa strada: spera che la buona sorte gli riservi un giorno di lavoro."Non avevo scelte, ho dovuto lasciare il mio villaggio: lì non c'era lavoro perchè non c'è acqua".Al villaggio di Vasudev, nel cuore del Maharashtra, è rimasto suo padre che ogni giorno lotta contro la siccità per tenere in vita il suo frutteto."Molte persone si sono arrese e sono andare via. Non c'è più niente qui: basta vedere cosa è successo ai miei vicini".Nel capanno accanto, la disperazione di questa donna racconta una storia di debiti e di morte, quella del marito impiccatosi perchè non era in grado di onorare il debito contratto per il matrimonio della figlia.Questo significa siccità per gli abitanti di questo villaggio. E questa è la peggiore degli ultimi 40 anni. La gente spera nella pioggia per irrigare i campi: senza, le colture non crescono, il bestiame muore, e la gente fatica a lavarsi o, addirittura, a bere. Il governo una volta ogni otto giorni concede l'acqua agli abitanti del villaggio: 15 minuti, in tutto, per permettere a 2mila persone di fare il rifornimento necessario a sopravvivere una settimana. Tutto qui, l'aiuto statale: dei 220 milioni di fondi promessi per alleviare questa emergenza neanche l'ombra. Ecco perchè Vàsudev a Mumbai continua a sperare nella pioggia abbondante per tornare a casa, mentre cerca di raccimolare qualche spicciolo col suo lavoro saltuario lontano dal villaggio.