Roma, (askanews) - La Russia riprende la fornitura dei sistemi missilistici antiaerei S-300 all'Iran. La decisione di Vladimir Putin arriva mentre la revoca delle sanzioni internazionali contro Teheran è ancora sul tavolo dei negoziati, dopo l'accordo di massima sul nucleare raggiunto a Losanna che dovrà essere messo a punto nei dettagli entro giugno. Un contratto da 800 milioni di dollari per la fornitura di diverse batterie di S-300 era stato firmato tra l'Iran e la Russia nel 2007, poi annullato dal Cremlino dopo l introduzione delle sanzioni contro Teheran.Per il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov lo sblocco alla fornitura dei sistemi antimissilistici di difesa non va interpretato come una minaccia per Israele."Il sistema di difesa S-300 è un'arma difensiva, non è progettato per attacchi e quindi non metterà a rischio la sicurezza di alcuno Stato nella regione, compreso Israele".La Russia sostiene però che per l'Iran, che si trova nell'instabile Medio Oriente, un moderno sistema di difesa aerea è importantissimo, specialmente in questo momento di forti tensioni nei paesi che lo circondano.La decisione di revocare l'embargo è stata accolta con soddisfazione da Teheran, mentre il Pentagono ha espresso preoccupazione: "La nostra contrarietà per questo tipo di vendite è nota e dura da molto tempo - ha commentato un portavoce, il colonnello Steve Warren - siamo convinti che la mossa del Cremlino non aiuti".Per iniziare le consegne degli S-300, comunque, "ci vorrà del tempo", ha detto Nikolai Patrushev, segretario del Consiglio di sicurezza russo. "Almeno sei mesi" e comunque "dipenderà dai nostri produttori".