Roma, (askanews) - La rivoluzione di Papa Bergoglio di una Chiesa più vicina alla gente e più snella, senza tuttavia scardinare i principi fondamentali della dottrina cattolica, passa dalla riforma del diritto canonico in tema di nullità matrimoniale. Tre le novità più importanti introdotte dal Motu proprio, ovvero il documento scritto di sua iniziativa e che ha valore di magistero: processi di nullità più brevi; cause gratis "per quanto possibile" e potere decisionale al vescovo.Prima di tutto occorre fare chiarezza: si parla di nullità di matrimonio e non di annullamento. La Chiesa, infatti, ammette il processo di nullità che renderebbe le nozze come se non fossero mai esistite. Il matrimonio resta indissolubile davanti a Dio e dunque non può essere annullato, ma solamente reso nullo.La prima novità: Papa Francesco dispone che i processi siano più brevi, ma non meno attenti nel loro contenuto. Si passa dunque a una sola sentenza e non più a una doppia decisione conforme. La seconda novità, collegata alla prima e in linea con l'idea di uno snellimento della procedura, prevede che il vescovo diocesano diventi "giudice di prima istanza". Il vescovo "può esercitare la potestà giudiziale personalmente o per mezzo di altri, a norma di diritto", si legge nel documento.Infine, Papa Francesco chiede che, "per quanto possibile, le Conferenze episcopali, salva la giusta e dignitosa retribuzione degli operatori dei tribunali" assicurino "la gratuità delle procedure". Alle tradizionali cause di nullità matrimoniale - tra le quali l'aborto procurato per impedire la procreazione, la violenza fisica per estorcere il consenso - si aggiunge anche la mancanza di fede.