Milano (askanews) - È un'icona dell'Expo, uno dei luoghi che si ricorda con più simpatia perché piace soprattutto ai bambini: è la rete del Brasile, la struttura flessibile che accoglie i visitatori all'ingresso nel padiglione del Paese sudamericano. Per entrare spesso bisogna fare la fila, soprattutto quando ci sono le gite scolastiche, ma questo non scoraggia i visitatori: 15mila persone passeggiano ogni giorno sospese su questa rete, e al contrario di quanto si potrebbe pensare, non sono tutti bambini, come spiega il direttore del padiglione, Cristina Concezo."Ci aspettavamo tanta gente e abbiamo visto che non sono solo giovani, perché venerdì con tanti studenti abbiamo avuto 15mila persone, sabato e domenica lo stesso, nonostante non ci fossero gli studenti"."Pensavamo venisse abbastanza gente ma non troppi avessero il coraggio di passare sulla rete, per noi è una gioia che sia uno dei preferito del pubblico".La rete è stata pensata dai progettisti dello studio Arthur Casas come metafora della flessibilità, della fluidità e della decentralizzazione proprie del sistema di produzione alimentare del Brasile, tra i più grandi Paesi agricoli del mondo."Il lavoro di tutta la linea di produzione brasiliana, un lavoro di gruppo".L'iniziativa non ha distolto chi arriva qui dagli altri contenuti del padiglione: il percorso inizia tra le piante che caratterizzano il Brasile, poi continua all'interno dove sono molto apprezzati il ristorante al primo piano, che offre le specialità tipiche, e la mostra Casamata, selezione di oggetti creati da Laerte Ramos e ispirati ai nidi del Joao-de-Barro, un uccello molto comune nel Paese."Dopo che si esce bisogna per forza andare alla parte educativa".Il divertimento iniziale diventa un pretesto per evidenziare gli aspetti tecnologici e innovativi che caratterizzano i processi produttivi dell'industria agroalimentare brasiliana, da portar all'attenzione dei bambini ma anche e soprattutto di chi li accompagna, dai genitori agli insegnanti.