Limassol, (TMNews) - Benvenuti a Limassol, o come la chiamano efficacemente da queste parti, Limassolgrad. In questo porto turistico a sud di Cipro tutto parla russo: banche, giornali, scuole. La comunità russa conta ormai tra i 30 e i 40mila residenti. A loro si aggiungono i turisti che ogni anno foraggiano a suon di rubli l'economia locale. Ma la vera fortuna dell'isola è nascosta nei conti delle banche cipriote, custodi di quasi 30 miliardi di dollari degli oligarchi russi. Basta questo per capire quanto fossero furiosi Vladimir Putin, e i suoi connazionali, alla notizia di un prelievo forzoso sui conti correnti ciprioti in cambio degli aiuti europei."La gente è libera di tenere i propri risparmi dovunque voglia, non è una questione di soldi russi o di qualcun'altro. Non è giusto quello che stanno facendo - lamenta Anastasia, giovane cipriota di origini russe - l'Unione europea ha dato soldi a nazioni più grandi di questa piccola isola e in quantità più ingenti senza imporre simili condizioni".Tra i russi la voglia di scappare da Cipro è tanta, e dalla madre patria gli strali del governo non hanno risparmiato l'Europa e il primo ministro cipriota Nicos Anastasiades. Putin non può accettare le condizioni europee tanto più che proprio la Russia già due anni fa aveva concesso aiuti per il salvataggio dell'isola. I russi prendono atto che il parlamento ha bocciato il piano europeo ma ora alzano la posta: l'obiettivo è arrivare a mettere le mani su gas e banche in cambio ancora una volta della sopravvivenza di Cipro.(Immagini Afp)