Belgrado (TMNews) - Le ruspe al lavoro riportano alla luce un orrore senza fondo. Da settimane gli esperti dell'Istituto bosniaco per i dispersi in guerra stanno lavorando al recupero di resti umani sepolti in quella che appare come la più grande fossa comune mai scoperta in Bosnia dalla fine della guerra. Gli scavi in prossimità del paesino di Toma ica, vicino alla città di Prijedor, hanno riportato alla luce la realtà di una guerra feroce, come spiega Lejla Cengic, portavoce dell'operazione di recupero."I lavori di esumazione proseguono da quasi due mesi. Abbiamo scavato senza sosta dai primi di settembre. Al momento abbiamo recuperato 240 vittime, con 170 corpi intatti".Nella regione di Prijedor sono state registrate 3.000 vittime. Sinora sono state riesumati, identificati e restituiti alle famiglie oltre 2.000 corpi. I lavori continuano per ritrovare i 1.200 che mancano.La regione di Prijedor fu una delle più colpite dalla "pulizia etnica" durante la guerra e 97 delle 445 fosse comuni scoperte sono in questa regione.Gli ispettori dell'Istituto erano a conoscenza dell'esistenza di questo killing field, ma la sua esatta localizzazione rimaneva un mistero. È stato il peso del rimorso a portare sin qui la squadra di ricerca."Questa fossa comune - ricorda Mujo Begic, uno dei medici legali del team - è stata individuata grazie alla confessione di un ex militare serbo che ci ha scortato quaggiù mostrandoci il luogo esatto dove scavare".Riportando così alla luce gli spettri e gli orrori di una guerra atroce e senza pietà.(Immagini Afp)