Amatrice (Rieti) (askanews) - La notte ad Amatrice è immersa in un silenzio impressionante. Il circo mediatico si ferma, giornalisti, cameraman e fotografi lasciano la cittadina rimasta in macerie dopo il terribile terremoto del 24 agosto. In giro non c'è nessuno: bisogna fare molti chilometri di curve di montagna prima di arrivare al campo base di Amatrice, poco fuori dalla zona rossa.

Gli sfollati si riparano nei quaranta tendoni gestiti dalla Protezione Civile, ci sono solamente i volontari che fanno su e giù per i diversi settori.

"Siamo a disposizione della popolazione - dicono - facciamo anche amicizia con la gente, che ha bisogno di una parola, di un conforto". Gli 'ospiti della tendopoli', chiamano la prima strada, Via della Speranza.

"La notte è andata... Siamo all'aperto, è vero che c'è una tenda ma siamo all'aperto.

All'ingresso c'è un grande cartello: "Accoglienza-Ingresso popolazione". Alcuni volontari della Protezione Civile controllano chi entra e chi esce. Sono tutti registrati. In ognuna delle 40 tende c'è un nucleo familiare. La notte è passata tra paura di nuove scosse e disagi.

"La notte è andata bene, non abbiamo dormito ma qui si sta bene, c'è un po freddino la notte ma siamo vivi e questo è importante, tra un po' sarà un disastro".

Il nuovo giorno che si apre con tutte le sue incognite, inizia con la colazione preparata nelle cucina mobile come spiega il capo campo Sandro Faraglia.

"Abbiamo allestito una cucina mobile che sforna diversi pasti, circa 850 a pranzo e cena. Stiamo dando da mangiare un po' a tutti, compresi i soccorritori, le forze dell'ordine e i residenti del campo".

Intanto i soccorritori continuano a scavare, nella zona rossa, ma oramai le speranze di trovare qualcuno ancora in vita sono nulle.