Roma (askanews) - "L'immagine del suo volto come è stato restituito dall'Egitto, penso che di quel viso che era bello, aperto, solare, mi è rimasta l'immagine di un viso che era diventato piccolo piccolo, che abbiamo baciato e accarezzato. Non vi dico che cosa abbiano fatto a quel viso: su quel viso ho visto il male del mondo e mi sono chiesta perchè, ho riconosciuto solo la punta del suo naso.Al Cairo mi hanno consigliato di non vedere Giulio, ma quando siamo tornati a Roma siamo andati in obitorio, perchè come mamma mi sarei sentita una vigliacca se non avessi avuto il coraggio di guardarlo in viso dopo tutto quello che ha subito. A parte la punta del naso non era più il nostro Giulio" Così Paola Regeni, madre del giovane ricercatore italiano ucciso in Egitto, ha raccontato il riconoscimenti del cadavere di Giulio, durante la conferenza stampa convocata al Senato dal senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione per i Diritti umani.