Robertsport (TMNews) - Nella comunità mondiale dei surfisti è uno dei segreti meglio custoditi. Chilometri di spiagge incontaminate di sabbia dorata, acqua calda e, cosa più importante, un martellamento ritmico di onde perfettamente formate. Siamo a Robertsport, in Liberia, vicino al confine con la Sierra Leone. Una località che sta cercando di imporsi come uno dei migliori luoghi dell'Africa per praticare questo sport. Merito anche di Sean Brody, un americano che cinque anni fa ha aperto qui la prima scuola di surf del Paese. "E' pittoresco! Questo è un po' diverso da quello che la maggior parte della gente immagina quando sente parlare di Liberia". Nell'immaginario collettivo prevale infatti ancora il ricordo della guerra civile che ha devastato il Paese fino a dieci anni fa, ma oggi, almeno su queste coste settentrionali, si respira un clima di cauto ottimismo. "C'è sicuramente un effetto a catena e si vedono costruire infrastrutture attorno a ciascuna forma di turismo. A mio parere personale e professionale il turismo surfistico in questo momento è una delle poche attrazioni, ma credo che il turismo possa crescere". Arrivare qui però non è facile. Dalla capitale Monrovia bisogna infatti guidare per 70 miglia, in parte su strade sterrate. I voli sono costosi e le infrastrutture turistiche quasi inesistente. Tutti punti a favore di quegli intrepidi surfisti che vorrebbero custodire il segreto di questa costa, ma gli abitanti di Robertsport le pensano diversamente. Sperano di cavalcare una nuova ondata di turismo che lavi via da questa comunità di pescatori la povertà e la memoria di un passato brutale.(immagini Afp)