Bagdad (TMNews) - La counterinsurgency, spiega il generale Petraeus, è un'attività a tutto campo. In cui le operazioni militari di contrasto alla rivolta sono solo un aspetto del quadro di riferimento. Perché la sfida lanciata da un'insurgency è soprattutto sociale, culturale ed economica. In Iraq l'insegnamento di Petraeus è diventato una lezione appresa.Mentre l'esercito di Bagdad sta cercando di fermare l'avanzata dello Stato islamico, grazie soprattutto ai raid della coalizione guidata da Washington, in campo è scesa anche la televisione di Stato che propone una graffiante parodia con l'obiettivo di mettere in ridicolo Abu Bakr al-Baghdadi, il leader dell'Isis.La strategia intende non essere banale. Non si tratta di burlarsi di un nemico quanto di infrangere la cappa psicologica e paralizzante di terrore veicolata sapientemente dall'Isis attraverso rapimenti, crocifissioni e decapitazioni. Non si può avere paura di un personaggio diventato ridicolo, questa la chiave psy-ops decisa dalla televisione irachena.Il regista dello show, Ali Qasim, non nasconde le difficoltà. "Molti attori hanno avuto paura di recitare ma molti altri hanno preso il loro posto e considero il loro impegno una presa di posizione patriottica".Non è facile, di questi tempi, irridere i divieti sull'aria condizionata, il ghiaccio e il taglio dei capelli imposti con il terrore dai miliziani di al-Baghdadi. Ma in Iraq esistono comici di grande coraggio, come Oday Abdul Satar."Tanti non hanno voluto recitare in questo show per paura delle reazioni. Io, invece, ho insistito per partecipare allo scopo di combattere il terrorismo".L'Isis? Una risata lo seppellirà. Grazie anche al contributo dei raid aerei statunitensi.(Immagini Afp)