Il Giappone commemora con un minuto di silenzio le quasi 19mila vittime del terremoto e dello tsunami dell'11 marzo 2011 che provoco' anche il maggior disastro nucleare da Chernobyl. Ed e' impegnato a costruire quella che e' stata definita come la Grande Muraglia giapponese: 400 chilometri di barriere antitsunami, in vari punti alte circa 15 metri, per un costo di 10mila miliardi di yen. Il piano e' controverso, non solo per i costi: l'esperienza insegna che, dopotutto, per salvarsi la cosa piu' essenziale e' scappare in luoghi piu' alti rispetto al livello del mare. Le precedenti barriere antitsunami, costruite dopo i disastri del 1896 e del 1933 che colpirono la stessa regione costiera (rafforzate negli anni ‘60) non sono servite a nulla. Dopotutto, neanche la Grande Muraglia cinese riusci' a fermare l'ondata dei mongoli invasori.