Roma, (askanews) - "Noi vogliamo che d'ora in poi, nelle nostre città, mercati e campagne, a nessuna birra siano aggiunti altri ingredienti che non siano orzo, luppolo e acqua". Così nel 1516 Guglielmo IV duca di Baviera fissava in un decreto gli unici ingredienti ammessi in quella che già allora era come una seconda religione per i popoli germanici: la birra. Nei secoli successivi questo editto (con l'aggiunta del lievito) è diventato legge in Germania, tanto che quest'anno si festeggia il suo cinquecentenario.Al Salone dell'Agricoltura di Berlino sono cominciati i festeggiamenti che culmineranno il 23 aprile, data esatta del quinto centenario dell'antico decreto ducale, che all'origine voleva soprattutto impedire l'adulterazione della birra con legno o catrame.Oggi, cosa impensabile ancora pochi anni fa, alcuni birrai cominciano a contestare il dogma, chiedendo di poter aggiungere altri aromatizzanti che consentano maggiore creatività. Ad esempio Simon Rossman, direttore tecnico del birrificio Giesinger Brau: "Cosa possiamo rimproverare a delle cotogne bio, o al coriandolo? Cosa c'è di non puro in ingredienti come questi, che possiamo aggiungere alla birra e che possono darle gusti molto diversi?"Eresie, per i difensori dell'antica ricetta: secondo Lothar Ebbertz, direttore della federazione bavarese dei birrai: "Oggi abbiamo una grande diversità, soprattutto nell'utilizzazione del luppolo, con colture nuove che danno alla birra sfumature fruttate che vanno verso il mango o la pesca".Quel che è certo è che per la stragrande maggioranza dei tedeschi la questione non si pone: ancora oggi le birre di importazione contano solo per l'8% del consumo in Germania. E a sentire questo avventore di una birreria, le cose cambieranno molto lentamente: "Ci sono queste birre moderne, che si vedono ovunque ormai, ma non credo che siano granché apprezzate qui in Baviera...".