Roma, (askanews) - Il passato non ha insegnato niente, i terremoti potrebbero causare molte meno vittime con la prevenzione. E il bilancio di quest'ultimo che ha colpito il centro Italia, si avvicina, invece, sempre di più a quello che colpì L'Aquila pochi anni fa, oltre 300 morti. Secondo Adriana Cavaglia, del Consiglio nazionale dei geologi, basterebbe informare correttamente sui rischi.

"Probabilmente la lezione non è servita, anche con questo terremoto molti edifici sono crollati causando l'elevato numero di vittime, questo dimostra che la vulnerabilità sismica del territorio è ancora molto elevata". "La prevenzione a costo zero è quella di fare informazione, i cittadini non sanno che vivono in aree a pericolosità sismica elevata o comunque non conoscono la pericolosità simica del proprio territorio quindi in questo senso è possibile fare molto. Non sono interventi strutturali di prevenzione ma una semplice e corretta informazione sarebbe opportuna per tutti i cittadini".

Le case che non sono crollate sono comunque inagibili e pericolose.

"Ci hanno fatto entrare a casa per recuperare delle cose di famiglia, dei ricordi, la casa non è venuta giù, mia madre con le sorelle di 90 anni sono uscite con le loro gambe ma è completamente lesionata e pericolosa perché le scosse continuano".

E mentre si moltiplicano le polemiche sulla mancata prevenzione i cittadini sperano solo che si inizi a ricostruire il prima possibile.