Parigi (TMNews) - Le maschere rituali degli indiani Hopi e Apache San Carlos sono state vendute bene. 25 maschere Katchina sono state vendute a oltre 520mila euro, prezzo superiore alle attese. L'asta si è tenuta a Parigi nonostante l'ambasciata degli Stati Uniti avesse chiesto di sospendere la vendita, contestata anche dall'associazione per la difesa dei popoli aborigeni Survival International.Washington aveva chiesto di rinviare la vendita, organizzata dalla casa d'aste Eve, affinché gli Hopi potessero identificare gli oggetti, verificarne la legittima provenienza e valutare la possibilità di rivendicarli in base alla convenzione dell'Unesco del 1970 sullo sfruttamento e il trasferimento della proprietà di beni culturali. Ma la giustizia francese ha respinto la richiesta.E, d'altro canto, la risposta degli organizzatori è stata a dir poco sprezzante. "Che le maschere siano americane o francesi poco importa, ha detto il responsabile dell'asta Alain Leroy. La libertà di culto vale per gli uni e per gli altri e un oggetto non può essere messo fuori commercio solo perché è considerato sacro da qualcuno".La realtà è ben diversa, come spiega l'avvocato Pierre Servan-Schreiber, difensore dei diritti indiani: "La quintessenza della vita Hopi si organizza intorno alla danze sacre nel corso delle quali vengono indossate quelle maschere che non vengono mostrate in nessuna altra occasione. Per loro, vederle esposte in quel modo su dei paletti, con un'etichetta e un prezzo attaccato, è assolutamente sconvolgente".Ma le garanzie culturali che oggi sembrano tutelare ogni tipo di comunità non sembrano valere per le tradizioni più sacre e venerate degli indiani d'America.Per il popolo pellerossa, martire e guerriero, il "Sentiero delle lacrime" non è ancora giunto alla conclusione.(Immagini Afp)