Giusto tre anni fa, a fine settembre, il premier cinese Li Keqiang tagliava il nastro della Pilot free trade zone di Shanghai, il primo tentativo cinese di libero mercato. Non solo free taxation ma anche una negative list, cioè la lista che per la prima volta stabiliva le attività vietate e non come in precedenza le attività permesse. Un lungo processo, che altre città hanno seguito a ruota. Le FTZ adesso sono sette, e altre seguiranno in tuttta la Cina.