Milano (askanews) - Quando la tecnologia, applicata al cibo, supera i confini tracciati dalla diplomazia. Succede a Expo 2015: l'ambasciatore di Israele in Italia, Naor Gilon, ha scelto di visitare il padiglione del Kuwait, nonostante tra i due Paesi non ci siano relazioni diplomatiche."Non abbiamo rapporti diplomatici, spiega Gilon, ma ho visto che c'è il sistema di irrigazione goccia a goccia che è israeliano: è molto interessante vedere clme lavorano parallelamente ma insieme Paesi diversi".Il padiglione di Israele a Expo è vicino a quello della Santa Sede. "Non è stata una nostra decisione, è possibile che gli italiani abbiamo scelto questo simbolicamente questa vcinanza, ma non lo abbiamo deciso noi".Nessuna visita invece dell'ambasciatore al padiglione iraniano, poco distante."Credo che non lo visiterò, ho fatto 4 o 5 padiglioni oggi e siamo stanchi sotto questo sole, ma non è una questione di principio".