Gaza (askanews) - Ci vorrà più di un secolo per ricostruire le case, le scuole e gli ospedali di Gaza se non verrà interrotto l'embargo israeliano. La denuncia arriva dall'organizzazione internazionale Oxfam che definisce la situazione nella Striscia "disperata". Sono passati sei mesi dalla fine dell'operazione militare israeliana "Protective Edge", che ha provocato in un mese di bombardamenti oltre 2mila vittime fra i palestinesi e ha lasciato 100mila persone, di cui la metà bambini, senza casa. Fra loro la famiglia di Reda Abu Daqqa, 30 anni, 4 figli. Insieme al marito coltivava la terra, vendeva frutta e verdura. Prima l'embargo li ha ridotti alla fame, poi i bombardamenti israeliani hanno distrutto la loro casa. "Ero sotto choc - racconta - non era rimasto niente". "Vorrei tornare alla mia vita stabile del passato, prima della guerra e dell'embargo, vorrei indietro la mia casa e vivere lì con mio marito e i miei figli".Serve materiale da costruzione per rimettere in piedi case, ospedali e scuole, università compresa, durante i ripetuti conflitti e gli anni di blocco ma negli ultimi tre mesi a Gaza è arrivato solo lo 0,25% del materiale da costruzione essenziale. Una percentuale infinitesimale che ha praticamente interrotto il processo di ricostruzione.