Roma, 14 gen. (askanews) - Una carica di 1.009 grandi elettori è chiamata ad eleggere il nuovo presidente della Repubblica, organo costituzionale eletto dal Parlamento in seduta comune, integrato da rappresentanti delle Regioni: la platea è composta dai 630 deputati e da 315 senatori eletti, a cui vanno aggiunti i senatori a vita, attualmente 6, tra i quali c'è anche Giorgio Napolitano, e 58 delegati regionali. Nelle prime tre votazioni alla Camera è richiesta la maggioranza dei due terzi del plenum, ossia 672 voti. Mentre dalla quarta èsufficiente la maggioranza assoluta dei 1.009 grandi elettori, ovvero 505 voti.La nuova platea dei 1.009 grandi elettori, al netto del cambio di colore delle maggioranze in diverse Regioni dal 2013 a oggi e delle scissioni, cambiamenti di gruppi, formazione di nuove componenti e cambi di partito, risulta così composta: 446 per il Pd, (meno uno, quello di Pietro Grasso, visto che di norma i presidenti delle Camere non votano), 142 di Movimento 5 Stelle, 141 di Forza Italia, 39 della Lega, 34 di Sel, 33 di Scelta civica, 30 autonomie e estero, 20 ex grillini, 9 di Fratelli d'Italia e 10 non appartenenti a nessuna forza politica. Al Pd dunque basterebbero sulla carta 59 voti dal quarto scrutinio in poi per eleggere a maggioranza assoluta il nuovo capo dello Stato.