Milano, (TMNews) - La Birmania è alle prese con il suo primo censimento in 30 anni. Per 12 giorni decine di migliaia di insegnanti e funzionari saranno impegnati a scattare una fotografia aggiornata della popolazione. Un appuntamento importante per un Paese rimasto a lungo isolato, che tuttavia rischia di scatenare nuove tensioni etniche, soprattutto tra buddisti, la maggioranza, e i musulmani nello stato occidentale di Rakhine.Nonostante i tentativi di arrivare a una soluzione pacifica dei conflitti etnici, i dati che emergeranno dal censimento rischiano di compromettere i negoziati tra le parti:"Se viene fatto in modo scorretto, le comunità etniche saranno animate da sentimenti negativi che intralceranno i dialoghi di pace", dice il presidente del partito progressista dello stato di Kachin.A essere preoccupati qui non sono solo i ribelli ma l'intera popolazione, sfiancata da anni di brutale dittatura militare e insospettita dall'uso che il governo farà di questi dati. Le Nazioni Unite, che hanno fortemente sostenuto questo censimento, assicurano tuttavia che sarà impossibile risalire ai singoli individui:"La sfiducia non può essere spazzata via di colpo - dice Janet Jackson, delle Nazioni Unite - richiederà tempo, il governo attuale dovrà mettersi alla prova, ma io penso che le riforme siano serie".Bisognerà dunque attendere i risultati nei prossimi 18 mesi, proprio mentre il Paese si preparerà a vivere le sue prime elezioni democratiche.(Immagini Afp)