Parigi (TMNews) -L'Unione europea scende in campo contro Google. I garanti europei della privacy sono favorevoli ad avviare "azioni repressive" contro Google, ritenuto colpevole di non aver fornito risposte alle richieste di modifica delle regole sulla tutela dei dati. Lo ha riferito la Commission nationale de l'informatique et des libertés, l'authority francese che dal marzo scorso ha la delega da parte degli altri paesi dell'Unione europea per analizzare le politiche di tutela della privacy adottate dal gigante del web statunitense, come spiega Isabelle Falque-Pierrotin, presidente dell'authority francese."Alcuni mesi fa, Google ha modificato le sue politiche di privacy, unificando 60 diverse procedure in una sola. Ma ci siamo accorti di diverse violazioni delle regole stabilite dall'Europa".Al termine del periodo di 4 mesi accordato a Google per mettersi in regola con le raccomandazioni, scaduto il 15 febbraio, dalla società non è giunta alcuna risposta, ha riferito l'authority francese.Per questo i garanti europei della privacy hanno proposto la creazione di un gruppo di lavoro, pilotato dalla Francia, per coordinare l'azione repressiva, che dovrà scattare prima dell'estate."Il G29, il gruppo delle autorità europee delegate alla tutela della privacy, ha deciso di passare a vie repressive nei confronti di Google e di cooordinare l'azione delle 27 autorità europee".Dal canto suo, Google ha risposto alle accuse smentendo di non rispettare le normative della Unione europee e ribadendo l'impegno a collaborare con le autorità. "La nostra politica di riservatezza - ha dichiarato alla stampa un portavoce del gruppo - rispetta la legge europea e ci consente di offrire servizi più semplici e più efficaci".(Immagini Afp)