Roma, (askanews) - Dall'Iraq alla Germania, attraversando Turchia, Grecia, i Balcani, per risalire a nord fino a Berlino. Un'odissea, costata decine di migliaia di dollari, tempo, energie. Ma la pace e la sicurezza non hanno prezzo. Così è stato per Shaheen, un ragazzo iracheno di 21 anni, studente in giornalismo."Prima di arrivare in Germania, vivevo in buone condizioni - racconta - avevo una casa, mio padre aveva il suo lavoro, io studiavo e lavoravo, studiavo giornalismo"."Ci hanno detto che non avevamo scelte, e mio padre un giorno mi ha detto: 'Dobbiamo fuggire'. Dove potevamo andare? Ritornare nel sud o nel nord dell'Iraq? Ma avevamo problemi: la guerra, l'Isis. Abbiamo contattato un nostro amico, che ci ha detto che l'unica possibilità era di andare in Europa".Così, Shaheen da Mosul ha lasciato tutto, il lavoro, gli studi, la famiglia. E con il padre e il fratello diciottenne ha iniziato il viaggio. Le paure, le difficoltà. Come la traversata in mare, fino alla Grecia: "E' arrivata la notte, eravamo ammassati in un gommone - racconta - la barca era grande sì, ma non sufficientemente per accogliere tutti noi. Eravamo una sessantina, ma il gommone era per 40. Eravamo seduti uno a fianco dell'altro, non è stato facile, io non so nuotare e se cadevamo in mare era la fine".Dopo un lungo viaggio clandestino in auto, Shaheen è arrivato a Berlino dove ora vive in un centro per richiedenti asilo. Spera di assaporare finalmente la pace."E' vero non ho visto la guerra, ma io voglio la pace, voglio stare al sicuro. Voglio lavorare, mia mamma è ancora in Iraq e ogni giorno arrivano cattive notizie, non c'è uno spiraglio di luce".