Mosul (askanews) - L'Isis batte in ritirata. Almeno per il momento. Annunciate in simultanea la liberazione della città curda di Kobane in Siria e la cacciata degli uomini del pseudo califfo Abu Bakr al Baghdadi dalla provincia irachena di Diyala."La città è sotto il nostro totale controllo" ha confermato un portavoce curdo a Kobane. Sono decine i cadaveri nelle strade della città e sotto le macerie, molti sono di ragazzi. I combattimenti sono terminati e non sono stati più uditi colpi di arma da fuoco dopo che i reparti dell'Isis si sono dati alla fuga.Secondo i curdi, i miliziani di al Baghadi hanno inviato al fronte una brigata composta di circa 140 elementi, in gran parte minorenni, nel tentativo di fermare la resistenza di Kobane, l'enclave curda diventata simbolo della resistenza anti-Isis, dove in quattro mesi sono morte almeno 1.600 persone, in gran parte ribelli islamisti.Anche in Iraq, che ha vaste aree del territorio sotto il controllo dell'Isis, la provincia sunnita di Diyala è stata dichiarata liberata. L'annuncio è stato dato dal generale Jamil al-Shimary, capo della polizia del governatorato, teatro dal giugno scorso di violenti combattimenti tra gli uomini del Califfato islamico e le forze governative sostenute da milizie sciite."Con l'aiuto di reparti delle forze speciali, delle milizie filo-governative e di altri reparti che collaborano con noi, ha detto al-Shimary,abbiamo ucciso oltre una trentina di nemici".(Immagini Afp)