New Delhi (TMNews) - L'India, la più grande democrazia del mondo, svolta a destra: nelle elezioni legislative si prospetta una vittoria netta del partito nazionalista indù BJP, che sta per tornare al potere dopo 10 anni. Il successo arride in particolare al leader del movimento, Narendra Modi, che ha promesso nuovi posti di lavoro e il rilancio economico del Paese. Il suo passato, che annovera anche la militanza in organizzazioni ultra nazionaliste e radicali, divide il Paese e anche se in campagna elettorale non sono entrati gli slogan religiosi più duri, resta da capire come potranno reagire i musulmani, che in India sono quasi il 15% della popolazione, e le altre minoranze religiose.Quello che fin da ora è certo è la sconfitta, storica ma forse anche fisiologica, del Partito del Congresso legato alla dinastia Nehru-Gandhi. Il rampollo Rahul, figlio di Sonia Gandhi, non è riuscito a imporsi e il suo movimento, simbolo della faticosa e a volte frustrante conciliazione tra le tante anime del Subcontinente, ha già ammesso la sconfitta. E per l'India si apre una nuova fase, all'insegna dell'economia, ma anche, probabilmente, di un riposizionamento sullo scacchiere geopolitico.