Roma, (TMNews) - E' considerata la Mecca dei surfisti di tutto il mondo: la Cornovaglia, estrema punta della Gran Bretagna, ha una costa rinomata per le sue scogliere a picco e la potenza delle sue onde. Ora gli appassionati della 'tavola' hanno però un'altra onda da vincere: respingere le mire di un'azienza, la Marine Minerals, che intende sfruttare l'area per l'estrazione di stagno dai depositi della battigia e dei fondali marini.Sul fondale marino, infatti, ci sono circa 22mila tonnellate di questo minerale, del valore di 300 milioni di pound, risultato di secoli di residui dell'attività mineraria nei fiumi e torrenti vicini.Ma per i surfisti, l'estrazione di stagno rappresenterebbe non solo un danno per il proprio sport, ma per tutta la riserva."Con l'estrazione di stagno i sedimenti finirebbero per essere spazzati via e rimossi. Ora, invece, stando sul fondale, i sedimenti producono dei banchi di sabbia che si trasformano in onde spettacolari, molto buone per praticare surf", spiega Andy Cummins, direttore della campagna contro l'estrazione di stagno.La Marine Minerals aveva cominciato il processo di estrazione già a fine Anni Ottanta ma il metodo utilizzato era stato considerato troppo nocivo. Ora, l'azienda ha assicurato che il nuovo metodo sarebbe meno invasivo di quello adottato nel passato."Lo stagno viene utilizzato per i cellulari e per tutti i tipi di circuiti dei moderni elettrodomestici - spiega l'amministratore delegato della Marine Minerals, Mike Proudfoot - e la conseguenza è l'aumento della domanda e un prezzo migliore".Ma surfisti e ambientalisti non ci stanno e promettono battaglia.(Immagini Afp)