Lagos (askanews) - Chi può si dà alla fuga, chi resta vive combattuto tra la rabbia, il terrore e la rassegnazione. I nigeriani sono sotto choc per l'escalation di violenza che sta devastando il loro Paese con Boko Haram. Dopo aver raso al suolo città e villaggi nel nordest ora il gruppo fondamentalista islamico armato sta sconfinando anche in Ciad e Camerun. Anche lontano dalle zone del conflitto, a Lagos ad esempio, non si respira una bella aria per strada. Nei discorsi della gente sotto accusa ci sono i terroristi certo, ma non solo loro."La Nigeria è un paese stupendo ma c'è bisogno di una mano forte per governare questo paese - ha spiegato una donna - il presidente Goodluck Jonathan dovrebbe dimettersi"."Non c'è sicurezza in questo Paese", aggiunge un'altra donna. "Un buon presidente dovrebbe proteggere il suo popolo, per questo lo abbiamo votato. Ma lui non ha fatto niente e ha lasciato le cose come le ha trovate".La Nigeria ha convocato le elezioni presidenziali per il 14 febbraio anche se numerosi osservatori dubitano della credibilità dello scrutinio, in considerazione soprattutto del fatto che il voto non potrà svolgersi nel Nord-est del Paese, sotto controllo degli islamisti.(immagini Afp)