Rho (askanews) - Con il giro di boa dell'Expo, che ha iniziato la seconda metà del suo semestre, ha aperto lungo il Cardo piazzetta Emilia Romagna, lo spazio del Padiglione Italia con il quale il territorio emiliano-romagnolo presenta al mondo i suoi prodotti. Punti di forza come le ceramiche di Faenza, cittadina in provincia di Ravenna che ha avuto l'onore di inaugurare lo spazio espositivo. Gualtiero Malpezzi, responsabile per il Turismo del Comune di Faenza: "In Italia sicuramente rivendica di essere il centro di produzione artistica ceramica storicamente più importante e anche attualmente è molto più trainante rispetto all'arte contemporanea".La tradizione si radica negli ultimi secoli del Medioevo, ma è intorno al 1600, quando inizia a diffondersi in Europa la porcellana cinese, che i "bianchi di Faenza" si impongono a livello internazionale, tanto che viene coniato un nuovo termine per identificare il prodotto maiolicato, "Faience", dal nome francese di Faenza. "In Europa la Cina è stata copiata sia nelle riproduzione delle porcellane nei centri che l'hanno attivata, sia dagli stilemi della ceramica. La Cina non ha copiato dall'Europa, l'Europa invece ha copiato da Faenza o comunque ha tratto da Faenza molti spunti decorativi che con il tempo si sono sviluppati e diffusi".L'arte romagnola in tavola non sarebbe però completa senza le tagliatelle, prodotte a Expo da due sfogline, pronte a impastare farina e uova mentre al loro fianco, su un antico tornio in legno, vengono mostrate le fasi di formatura di piatti e vasi di ceramica.