Rho, (askanews) - All'ombra dei padiglioni c'è un'Expo che sfugge allo sguardo dei visitatori. E' un bosco di oltre 220mila metri quadri dove tra querce e carpini, arbusti e prati selvatici ci si può imbattere in conigli, germani e in una miriade di colorate libellule. Corre lungo tutto il perimetro del sito isolandolo dal groviglio icombente di strade e autostrade. A raccontarcelo è la responsabile del verde di Expo, Cristina Martone."Il perimetro di expo vuole costituire un bosco naturale, un bosco disetaneo con piante ramificate dal basso in cui sono incluse specie del contesto padano del querco-carpineto".Oltre alle 250 specie piantumate, tra alberi, arbusti ed erbe, c'è un altro elemento essenziale: l'acqua, raccolta in vasche di fitodepurazione trasformate in veri e propri giardini acquatici:"Tutte le acque di prima pioggia del sito vengono collettate e mandate nelle 11 vasche che svolgono azione depurante intorno al sito. Queste vasche sono state popolate con piante acquatiche per fondere la funzionalità con l'aspetto estetico".A decretare il successo di questo progetto l'arrivo di insoliti visitatori:"Sono stati avvistati dei conigli dei germani, una varietà notevole di libellule e farfalle e tra gli anfibi il ranocchio smeraldino una specie protetta, sono comparsi anche i pesci per cui oltre ai visitatori c'è anche una popolazione più eterogena".E dopo il 31 ottobre cosa resterà? "Noi speriamo tutto. Comunque sia la società si è impegnata a costruire il 56% dell'area a verde per cui oltre il nostro ci auspichiamo ne arrivi dell'altro".