Padova (askanews) - L'ipnosi in sala operatoria è possibile. A spiegarlo è Enrico Facco, professore di anestesiologia e rianimazione all'Università di Padova, già autore di un saggio sui casi classificati come Nde (Near Death Experiences). Facco racconta dell'intervento chirugico eseguito su una donna, che era risultata allergica agli anestetici tradizionali, da lui portata a uno stato di ipnosi analgesica."L'ipnosi, se poteva essere sufficiente, era l'ipotesi di gran lunga più fisiologica, più semplice e vantaggiosa per la paziente"L'ipnosi, però, non è per tutti. "E' necessario valutare attentamente se un soggetto sia ipnotizzabile e in grado di produrre un'analgesia ipnotica efficace, cosa che è possibile per un terzo della popolazione".L'ipnosi non è uno stato di inconscienza, tantomeno di sonno."E' il contrario di quello che si è pensato: non è sonno né una perdita di controllo, ma semmai una capacità di aumentare il controllo sulla mente e sul corpo""In questo senso l'ipnosi si sovrappone molto con le tecniche di meditazione orientali come quelle dello yoga e del buddismo"A fine novembre uscirà il nuovo libro del professor Facco dedicato proprio all'ipnosi dal titolo "Meditazione e ipnosi fra neuroscienze e filosofia" per le Edizioni Altravista.