Roma, (askanews) - Nei campi rifugiati di Idomeni, in Grecia, vicino alla frontiera con la Macedonia, i giorni trascorrono nella normalità per i numerosi bambini 'ospiti' della struttura, anche se la tensione non manca di farsi sentire. All'indomani dell'entrata in vigore dell'accordo tra Unione europea e Turchia, alcune Ong non hanno intenzione di operare più nei campi oramai da considerarsi chiusi, visto che alcuni migranti sono stati bloccati e non sono riusciti ad arrivare.L'attuazione dell'accordo tra Ue e Turchia comincia a creare non poche tensioni in Grecia. Qualche giorno dopo la firma, a fronte del rinvio sistematico dei migranti illegalmente sbarcati sull'isola greca, oltre 200 volontari di associazioni di sostegno per i rifugiati hanno manifestato nell'hotspot di Moria, sull'Isola di Lesbo.E' qui, in questa struttura di registrazione, dove fino a una settimana fa era possibile entrare e uscire, che vengono consegnati tutti i nuovi arrivati sull'isola greca. Li aspettano circa 4mila specialisti, greci ed europei, di diritto d'asilo, incaricati ad esaminare i loro casi e procedere nel caso di rinvio in Turchia."No confini", gridano i manifestanti. "Libertà" ripetono all'interno dei campi dove sono ospitate oltre 200 persone.