Restituzioni “automatiche” ai cittadini per la Tari pagata in più, a causa dall’errata applicazione della quota variabile. È l’impegno preso da Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente Anci (l’associazione dei Comuni italiani) ai microfoni di Radio24, durante la trasmissione Due di Denari. «Il rimborso - ha detto Decaro - è un diritto dei cittadini»: i Comuni possono quindi verificare in maniera automatica dove la tassa è stata applicata in maniera errata e restituire direttamente ai cittadini quel surplus di tasse che hanno pagato, senza attendere l’istanza.La disponibilità dei sindaci a questa restituzione automatica - ha proseguito Decaro - è però condizionata alla possibilità di far ricorso ad altre voci del bilancio. «Potremmo attingere alla fiscalità generale - ha spiegato il presidente Anci - ma è necessaria una norma che ci consenta di farlo. La Tari è una tassa che deve coprire integralmente tutti i costi connessi ai rifiuti, dalla raccolta allo smaltimento». Quindi è necessario, per dare corso alle restituzioni, che i conti della Tari “tornino” per tutte le voci.
Nessun dolo dai Comuni
« Se alcuni Comuni hanno sbagliato - ha detto inoltre Decaro a Due di Denari - sicuramente non lo hanno fatto con dolo perché i soldi in più che sono arrivati non sono soldi che servono a finanziare attività diverse, ma sono comunque soldi che sono stati utilizzati e dovevano essere utilizzati esclusivamente per il corso del servizio». Il ministero dell’Economia, che pure riceve i regolamenti comunali sulla Tari - «non ha mai fatto alcun rilievo» ai Comuni, che quindi hanno applicato il calcolo errato in buona fede, non avendo ricevuto obiezioni dal ministero.
«Tutti i regolamenti di tutti gli 8mila comuni di Italia annualmente vengono trasmessi al Mef, che non ha mai detto nulla sui regolamenti, mai nessun rilievo è arrivato. E le amministrazioni comunali hanno approvato inavvertitamente un regolamento applicando la parte variabile in maniera non corretta».
Una legge per i rimborsi
«Dobbiamo capire se possiamo usare fondi legati alla fiscalità generale dei Comuni o se non siamo costretti, per evitare di commettere ulteriori errori, a chiedere una maggiore tassazione a chi aveva pagato di meno». L’occasione giusta per una norma chiarificatrice potrebbero essere il decreto legge fiscale (il n. 148, in corso di conversione) o il disegno di legge di bilancio, anch’esso in discussione al Senato.