Il simbolo della provincia e' uno dei castelli piu' grandi e piu' belli del Giappone. Costruito all'inizio del XVII secolo, ha resistito a incendi, assedi e, da ultimo, alla guerra civile del 1877 guidata dall'eroe popolare Saigo Takamori da cui ha tratto ispirazione il fim “L'ultimo samurai” con Ken Watanabe e Tom Cruise. Il castello di Kumamoto, nel Kyushu, non ha resistito a un terremoto con aspetti senza precedenti anche in Giappone: due scosse nel giro di due giorni (14 e 16 aprile) di intensita' sismica 7, la massima nella scala nipponica, anche se di magnitudo non da primato (6,2 e 7), oltre a piu' di 2mila scosse di assestamento (50 i morti, saliti a 95 includendo cause correlate; 2.316 i feriti; danni stimati in 4.600 miliardi di yen, pari a 40 miliardi di euro).
Le guide ora non possono che accompagnare i turisti lungo il perimetro di 5,3 km del castello, che resta tutto sbarrato. “Ci vorranno 20 anni per ricondurlo a come era prima, con una spesa di oltre 60 miliardi di yen – dice Yusuke Umeda, uno dei responsabili dell'amministrazione del complesso – Ma il sindaco Kazufumi Onishi ha posto come obiettivo la riapertura della torre principali tra tre anni”
All'ingresso della prefettura di Kumamoto, c'e' una cassetta per le donazioni di solidarieta' “per il terremoto di agosto nell'Italia centrale”. Ikuo Kabashima,69 anni, e' un governatore anomalo, con i suoi studi negli Usa (Harvard compresa) e l'ex ruolo di professore all'Universita' di Tokyo. “E' davvero importante ricevere, e dare, solidarieta' senza frontiere quando succedono terremoti”, afferma: non solo le donazioni in denaro o beni (un esempio: enti e associazioni italiane hanno “adottato” l'istituto scolastico dei padri Maristi di Kumamoto, gravemente danneggiato), ma anche i messaggi di incoraggiamento, istituzionali e non, e il supporto pratico nella prima emergenza (offerto ad esempio dagli Osprey americani o dalle forze sudcoreane). Kabashima e' stato eletto a fine maggio per il suo terzo mandato alla guida della prefettura di Kumamoto: “Ho altri quattro anni davanti: mi spetta il compito di assicurare la ripresa”. Non ha alcuna rimostranza verso il governo centrale, anzi sottolinea che l'esecutivo e' intervenuto con “molti soldi, che ora vanno spesi bene”: a parte i 78 miliardi di yen per le prime necessita', si tratta dei 700 miliardi di yen (6,1 miliardi di euro) del “Recovery Reserve Fund”, cui si e' aggiunto in agosto il preannuncio di oltre 413 altri miliardi nel quadro della manovra complessiva di stimolo all'economia. “Bisogna seguire tre principi – afferma Kabashima – Anzitutto, minimizzare le sofferenze e i disagi delle persone colpite. Poi, non si deve pensare solo a ripristinare le condizioni precedenti, ma a lavorare per una ripresa creativa (“building better”). Infine, la sfida e' quella di associare ricostruzione e ripresa a un ulteriore sviluppo di Kumamoto a beneficio di tutto il Kyushu”.