Pristina (TMNews) - Kosovo senza pace nonostante gli accordi di Bruxelles dell'aprile scorso. Violenze, intimidazioni e minacce tra serbi hanno segnato le elezioni amministrative che si sono tenute ieri.La Commissione elettorale del paese deciderà oggi se annullare o meno il voto municipale a Kosovska Mitrovica, come richiesto dai rappresentanti della minoranza serba, dopo che nel pomeriggio di ieri estremisti serbi hanno distrutto le urne nei seggi allestiti in tre scuole della città, simbolo evidente della difficoltà di trovare una convivenza tra la minoranza serba e la maggioranza albanese del Kosovo.Su queste elezioni considerate un test presentato come condizione per l'avvicinamento all'Europa sia della Serbia sia del Kosovo, pesa anche il dato di un'affluenza molto scarsa nelle zone a maggioranza serba.Era la prima volta dalla secessione dalla Serbia nel 2008 che un voto in Kosovo vedeva la partecipazione anche dei serbi kosovari. E le difficoltà sono state evidenti. Intimidazioni e minacce hanno accompagnato le operazioni di voto."Non si può fare niente contro la volontà popolare, spiega Slavko Stevanovic, rappresentante del boicottaggio del voto da parte della minoranza serba. Sapevano tutti che i residenti nel Kosovo settentrionale non vogliono partecipare allo scrutinio. Non si può andare contro la volontà del popolo costringendolo a votare in elezioni indette da uno Stato che non riconosce".Quasi un milione e 700mila elettori erano stati chiamati a eleggere gli amministratori di 36 municipi del Kosovo. I primi risultati parziali saranno resi noti mercoledì.(Immagini Afp)