Pristina (TMNews) - Il Kosovo festeggia il quinto compleanno dell'indipendenza dalla Serbia, proclamata unilateralmente il 17 febbraio del 2008. Il Paese tuttavia è riconosciuto come Stato solo da 98 dei 193 Paesi Onu, una circostanza che incide anche sullo sport e tarpa le ali ai sogni degli atleti locali. Le squadre di calcio kosovare, infatti, proprio in ragione di questo, non possono partecipare alle competizioni internazionali ufficiali."Il calcio è lo sport principale in Kosovo - spiega Arif Toverljani, allenatore della squadra di calcio di Pristina - è molto difficile, tuttavia, giocare solo all'interno dei confini nazionali. Non dico che se partecipassimo a competizioni internazionali faremmo faville, tuttavia le nostre ambizioni si scontrano con ostacoli contro i quali non si può fare nulla".L'indipendenza dalla Serbia, dopo anni di guerra e migliaia di morti, aveva portato nei kosovari un'ondata di entusiasmo e aspettative. Dopo 5 anni, tuttavia, il Paese è tutt'altro che autonomo ed è in preda a disoccupazione e corruzione. Una situazione frustrante per chi aspira a diventare un campione, come Enis, giovane promessa del Pristina calcio, in attesa di compiere 18 anni per poter tentare la fortuna all'estero."Il mio sogno - spiega - è giocare nel Real Madrid ma è difficile sperarlo nelle condizioni ora imposte al calcio kosovaro. La politica della Uefa e della Fifa è uno dei principali ostacoli per i giovani talenti del nostro calcio che non hanno la possibilità di farsi notare all'estero a causa dell'isolamento".La questione è prettamente politica; di fatto per Belgrado il Kosovo è ancora una provincia serba, ancorché autonoma e fin quando non ci sarà un pieno riconoscimento dell'indipendenza non ci potrà essere spazio per le squadre kosovare nelle competizioni internazionali.(Immagini Afp)