Rho (askanews) - Che il Kazakistan sia un Paese a metà strada tra Russia e Cina, crocevia strategico lungo l'antica Via della seta, lo dice la cartina geografica. Meno scontato è che anche la sua cucina, fondata sul largo uso della carne di montone e di cavallo, ereditato dalla tradizione culinaria nomade, risenta delle influenze dei due Paesi confinanti. Lo dimostra anche il ristorante del padiglione del Kazakistan a Expo Milano 2015, nel quale si è cimentato per una settimana anche uno chef cinese come Zhu Song: "Oggi abbiamo preparato piatti a base di riso, pollo, yogurt e vitello. Tutte pietanze adatte alla abitudini alimentari musulmane, che offriamo abitualmente nel nostro ristorante 'Yershari' a Shanghai, ma che sono anche simili a quelle della cucina tradizionale del Kazakistan".Ai fornelli del ristorante "Dastarkhan" a Expo c'è però anche il kazako Sergei Shtaub, fedele interprete della tradizione gastronomica del suo Paese. "L'ingrediente principale della cucina kazaka è la carne, ma ci sono anche molti piatti a base di pesce, come trote e storioni, e ovviamente l'influenza della tradizione culinaria russa si fa sentire" ha detto.Un incrocio di sapori che si riflette anche nel padiglione, dove tra animazioni tridimensionali e droni volanti, si può assaggiare il latte di cavalla fermentato. Un aperitivo dell'Expo internazionale che l'avveniristica capitale del Kazakistan, Astana, ospiterà nel 2017.