L'Aja (TMNews) - Il Tribunale penale internazionale per i crimini di guerra nell'ex Jugoslavia ha deciso di tornare a contestare a Radovan Karadzic, l'ex capo politico dei serbi di Bosnia, il reato di genocidio. "La Camera d'appello ha annullato l'assoluzione in primo grado di Karadzic dall'accusa di genocidio nelle municipalità e ha ristabilito il capo d'imputazione" ha detto il giudice Theodor Meron al tribunale. Ora Karadzic deve rispondere di 11 capi dl'imputazione per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità.La decisione della corte arriva proprio nel giorno dell'anniversario del massacro di Srebrenica e della sepoltura di altre 409 vittime di quell'episodio, i cui resti sono stati ritrovati nelle fosse comuni. Karadzic, che era il leader ideologico del movimento serbo di Bosnia, rappresenta insieme al generale Ratko Mladic, il volto più oscuro della guerra civile nella ex Jugolavia e secondo i giudici del Tribunale penale internazionale il genocidio della popolazione bosniaca era pianificato. Nonostante siano passati quasi due decenni, le ombre di quella sporca guerra europea continuano a stendersi sopra le nostre coscienze, oltre che sulle vittime di scontri e massacri.